I FENOLI DELL’OLIVA

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Le olive contengono sostanze di natura fenolica (fenoli semplici e complessi) che svolgono azione protettiva nei confronti degli “stress” ossidativi e di altra natura a cui è sottoposto il frutto.

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I FENOLI DELL’OLIO DI OLIVA

I fenoli passano in parte nell’olio di oliva di prima spremitura extra vergine, dove sono presenti in concentrazioni dipendenti da vari fattori (cultivar, clima, maturazione delle olive, modalità di raccolta, ecc.)

 

FENOLI E PROPRIETÀ DELL’OLIO

Tali composti sono responsabili della stabilità dell’olio, di cui prevengono l’irrancidimento, e delle caratteristiche organolettiche. I due composti più importanti in questo senso sono l’idrossitirosolo e l’oleuropeina, caratterizzati da una struttura catecolica (orto-difenoli).

 

ATTIVITÀ BIOLOGICHE DEI FENOLI

Ricerche svolte presso l’ISF dell’Università degli Studi di Milano, hanno dimostrato che tali composti in vitro svolgono importanti azioni biologiche:

  • a. Attività antiossidante nei confronti delle lipoproteine a bassa densità (LDL), ricche in colesterolo, riducendone la aterogenicità.
  • b. Inibizione di cellule coinvolte in processi fisiopatologici, quali le piastrine, responsabili di processi trombotici e i leucociti, coinvolti in processi infiammatori. Inoltre modulano enzimi che regolano funzioni cellulari : la sintesi di ossido nitrico (NO), potente vasodilatatore, viene aumentata, mentre la sintesi del radicale libero anione superossido viene diminuita. I classici antiossidanti lipofili (es. Vitamina E) non posseggono queste attività. I fenoli dell’olio di oliva, in particolare extra vergine, svolgono pertanto un’ampia gamma di attività biologiche, oltre alla semplice azione antiossidante. Ciò è attribuibile alla loro natura chimica : sono molecole amfifiliche, in parte lipofile con conseguente azione antiossidante lipidica (come la vitamina E), e in parte idrofile, con possibiltà di interazioni con enzimi (come la vitamina C).

 

ATTIVITÀ DEI FENOLI IN VIVO

Gli studi sugli effetti dei fenoli su parametri biologici valutati in vitro costituiscono la base per ricerche rivolte allo studio di possibili attività in vivo di tali composti.

  • a. Biodisponibilità dei fenoli. Finora non vi era alcuna informazione circa la “biodisponibilità” di tali composti. La  biodisponibilità è la proporzione di un composto assunto con un alimento o una formulazione farmaceutica che viene assorbito ed è disponibile per svolgere attività biologiche. La biodisponibilità di un composto può essere valutata quantitativamente come : 1. Escrezione totale del composto e dei suoi prodotti di trasformazione nelle urine raccolte per unCorpo-Umano-e1409305101229 periodo sufficientemente lungo, e riferendo tale esecuzione alla quantità assunta. 2. Determinazione delle concentrazioni nel plasma prelevato ripetutamente a tempi ravvicinati e calcolo della biodisponibilità in rapporto alle variazioni delle concentrazioni plasmatiche nel tempo (area sotto la curva rispetto al tempo). Quest’ultimo approccio è difficilmente applicabile.
  • b. Studio della biodisponibilità dei fenoli nell’uomo. Uno studio appena completato nel nostro Istituto somministrando a soggetti sani quantità costanti di olio di oliva con un contenuto diverso di fenoli totali, e valutandone la escrezione urinaria, ha dimostrato in modo inequivocabile che tali composti sono assorbiti in modo dose dipendente. Inoltre una buona proporzione di tali composti è escreta come prodotti di trasformazione metabolica, indicando che tali composti entrano in siti cellulari (fegato) interagendo con sistemi enzimatici. Tali dati indicano per la prima volta che i fenoli dell’olio di oliva sono ampiamente biodisponibili, e questa è la premessa indispensabile perché possano svolgere attività biologiche nell’organismo. Inoltre, studi condotti somministrando fenoli puri (idrossitirosolo) nell’animale da esperimento (ratto) hanno dimostrato che dosi assai basse (0.5 mg/Kg) di tale composto sono in grado di ridurre sostanzialmente la formazione di prodotti di perossidazione lipidica generati in vivo (isoprostani) da uno stress ossidativo (fumo passivo). Questi dati forniscono la prima dimostrazione che i fenoli dell’olio di oliva possiedono interessanti attività antiossidanti in vivo e costituiscono la premessa per studi mirati ad esplorare le azioni di tali composti nell’uomo sia nella prevenzione di malattie (cardiovascolari e in genere di natura degenerativa) che come coadiuvanti nel loro trattamento. A tal proposito è stato intrapreso, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Milano, uno studio per confermare sull’uomo l’attività antiossidante dei fenoli dell’olio di oliva già evidenziata in vitro ed in vivo sul ratto. La somministrazione su soggetti sani di campioni di olio contenenti quantità crescenti di idrossitirosolo e oleuropeina aglicone (catecoli), è correlata con una decrescente escrezione a livello urinario di isoprostani (8-iso-PGF 2 ) biomarker in vivo della perossidazione lipidica e quindi dello stress ossidativo cellulare. Inoltre è stato dimostrato che la riduzione dell’escrezione urinaria degli isoprostani è statisticamente correlata con una maggiore escrezione a livello urinario di idrossitirosolo e di un suo metabolita l’alcol omovanillico, evidenziando che l’attività antiossidante dell’idrossitirosolo comporta il suo ingresso a livello cellulare e la sua trasformazione metabolica.

C. Galli, F. Visioli, D. Caruso, G. Galli
Istituto di Scienze Farmacologiche, Facoltà di Farmacia, Università di Milano