L’EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI NUTRIZIONE

CestoNegli ultimi anni si nota una grande evoluzione del concetto di cibo, da fonte di piacere ad alimento, capace di intervenire, come dice il Professor Jacotot, sulla salute degli individui e, se sani, di prevenire determinate malattie. Ovunque è fiorito un acceso interesse sui problemi nutrizionali, tanto, secondo il Professor Del Toma, che non si possono elencare tutti gli spazi dedicati alla dietetica dalle Tv, dai quotidiani e dai periodici. E ancora la dieta, sinonimo di regime dimagrante, assume il significato più ampio di stile alimentare, cui rapportarsi per vivere meglio.

.

..

LA DIETA MEDITERRANEA, FONDAMENTO PER LA SALUTE

E’ stata una lenta presa di coscienza, che pone le sue radici negli anni ’50 e ’60, ricorda il Professor Capurso, quando Ancel KeysPesce evidenziò nei suoi scritti che l’incidenza di arteriosclerosi e infarti miocardici era più bassa nella popolazione mediterranea grazie a una dieta, che lui chiamò mediterranea, ricca di acidi grassi insaturi (derivanti dall’olio di oliva, vergine ed extra vergine), verdure, carboidrati, pesce e frutta fresca. C’è ancora molto da fare, però, se si pensa che l’eccesso di nutrizione nei Paesi Occidentali rappresenta una delle principali preoccupazioni del nostro tempo. Secondo il rapporto Vital Signs 2001, “The trends that are shaping our future”, realizzato dal WorldWatch Institute in collaborazione con l’ONU, gli obesi su scala mondiale sono oltre un miliardo, cioè uno ogni 6 abitanti del pianeta, con una punta in America, dove il 61% della popolazione è in sovrappeso e il 27% è obesa. Si mangia quindi troppo e scompostamente. Da qui l’insorgere crescente di malattie metaboliche: obesità, diabete mellito, arteriosclerosi, perché se, come dice il Professor Calabrese, la dieta mediterranea è alla base della nostra salute, ancora pochi popoli europei la utilizzano, seppur di vitale importanza nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e del cancro. Del resto l’argomento nutrizione sta prendendo posizione anche in Spagna, sostiene il Professor Perez Jemenez, dove quattro o cinque Università si dedicano alla formazione dei futuri nutrizionisti.
.

I RISCHI DI UNA NON CORRETTA NUTRIZIONE

Quali sono quindi i rischi di una non corretta nutrizione e a quali patologie portano? Risponde il Professor Capurso: l’ipercolesterolemia, l’ipertensione e il diabete mellito, che conducono all’arteriosclerosi e all’infarto miocardico. Ma l’eccesso di grassi saturi per il Professor Jacotot è responsabile anche del cancro al colon e al seno, che è in netto aumento, come non si può dimenticare che un’insufficiente apporto di antiossidanti favorisce certi tipi di tumore, le cardiopatie ischemiche, l’osteoporosi e l’invecchiamento.
.

COME PREVENIRE LE MALATTIE DEGENERATIVE

FruitUn quadro serio, cui, dice il Professor Calabrese, si deve ovviare aumentando l’uso di alimenti prettamente mediterranei, come l’olio extra vergine di oliva, pesce, verdura e frutta, cereali, legumi , latte e latticini. Ed è una questione di cultura da diffondere, dice il Professor Del Toma, per orientare le abitudini alimentari, perché troppi errori dietetici non sono frutto di scelte deliberate, ma solo di non conoscenza dei problemi e delle regole fondamentali. E il Professor Calabrese sottolinea quanto sia fondamentale per la prevenzione la variabilità di un regime nutritivo, dove i nutrienti sono importanti non solo per l’energia che forniscono, ma anche e soprattutto per i componenti antiossidanti e antitumorali, presenti nei vari alimenti. C’è bisogno però di una grande azione di recupero, perché, afferma il Professor Perez Jimenez, la dieta mediterranea è stata dimenticata, specie dai giovani, ed è seguita solo dal 15-20% delle famiglie.
.

I BENEFICI EFFETTI DELL’OLIO DI OLIVA

Anche se sono noti, ma forse non a sufficienza, i benefici effetti dell’olio di oliva, e in particolare dell’olio extra vergine di oliva, sono dovuti a suoi componenti, perchè, sipega iOlivesl Professor Capurso, l’olio extra vergine è costituito dal 70-75% di acido oleico monoinsaturo, dal 15-20% di acido linoleico di-insaturo e dal 2% di frazione non lipidica, che contiene molte sostanze antiossidanti (tocoferoli, caroteni, fenoli). Laddove, continua il Professor Calabrese, i grassi monoinsaturi sono alla base del fenomeno di protezione delle arterie e delle membrane cellulari dagli agenti ossidativi, si è accertato che l’olio extra vergine di oliva, grazie alla ricchezza in vitamina E e in agenti antiossidanti, protegge la mammella dall’ insorgenza di tumori e può prevenire quelle malattie che accorciano la vita, favorendo la longevità.
.

RALLENTARE L’INVECCHIAMENTO, NUOVA PRIORITÀ

MedicoPer quanto riguarda la prevenzione del cancro, dice il Professor Jacotot, saranno necessari nuovi studi sia a livello sperimentale che clinici, in particolare con studi epidemiologici. Se fino a pochi anni fa l’obiettivo era di studiare gli effetti dei grassi monoinsaturi sul metabolismo, ora, afferma il Professor Perez Jimenez, aumenta l’interesse sull’influenza delle diete arricchite di olio di oliva, vergine ed extra vergine, rispetto al comportamento del colesterolo, tanto che, aggiunge il Professor Capurso, si è dimostrato che le popolazioni della Puglia, grazie a una dieta ricca di olio di oliva, hanno un tasso di colesterolo più basso e sono meno esposte all’infarto miocardico. Non solo, un recente rapporto, l’Italian Longitudinal Study on Aging (ILSA – condotto su 5.000 anziani fra i 65 e gli 85 anni, di 8 diverse regioni italiane), ha dimostrato che l’olio di oliva, in particolare quello extra vergine, della Dieta Mediterranea previene significativamente il declino cognitivo delle persone anziane. Anche in Francia, aggiunge il Professor Jacotot, sono stati studiati gli effetti dell’olio di oliva nella prevenzione dell’invecchiamento, sia a livello di alimentazione che per via transcutanea.
.

LA BIODISPONIBILITÀ DELL’OLIO D’OLIVA: PRIMI RISCONTRI INTERNAZIONALI

Molte altre sono state le ricerche, come la valutazione degli effetti antinfartuali e antitumorali degli antiossidanti dell’olio di olivaOlio o l’identificazione e la biodisponibilità dei componenti polari minori, per studiare il loro metabolismo e i loro effetti biologici, in quanto il ruolo di queste sostanze antiossidanti è importante nella prevenzione delle cardiopatie ischemiche. Proprio come prima ricerca dell’Istituto Nutrizionale Carapelli, anche in Italia è stato dimostrato dai Professori C. e G. Galli dell’Università di Milano che i fenoli dell’olio di oliva sono biodisponibili, premessa indispensabile perché possano svolgere attività biologiche nell’organismo e primo passo verso la dimostrazione del loro ruolo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e altre malattie degenerative. Tale convergenza in più Paesi sullo stesso argomento sta a dimostrare quanto la ricerca scientifica non possa essere unidirezionale, bensì abbia bisogno, per convalidare i risultati, di più riscontri, attraverso anche modelli e schemi interpretativi diversi. Da qui derivano l’importanza di un’interazione e di uno scambio di opinioni e di risultati raggiunti fra diversi ricercatori, di diverse scuole e specializzazioni. Per questo l’Istituto Nutrizionale Carapelli ha voluto riunire nel suo Comitato Scientifico una vasta rappresentatività degli studiosi di olio di oliva, in primis di quello extra vergine, a livello internazionale, che ringrazia per la partecipazione, certo che dagli incontri e dalle ricerche cui insieme daranno vita emergeranno risultanze di significativo progresso e di interesse collettivo.