Gas cromatografia accoppiata alla spettrometria di massa per la valutazione quantitativa del profilo dei composti volatili di più di 1.200 oli di oliva vergini.

I diversi approcci chemiometrici proposti da Carapelli Firenze S.p.A. insieme all’Università di Firenze per supportare la classificazione del panel test.


Un metodo chimico affidabile per supportare il panel test nella classificazione dell’olio di oliva vergine, manca ancora. Per questo, Carapelli Firenze S.p.A. ed il Dipartimento di NEUROFARBA, Università degli Studi di Firenze, hanno proposto quattro approcci chemiometrici basati su test t, analisi dei componenti principali (PCA) e analisi discriminante lineare (LDA) per combinare dati sensoriali e misurazioni chimiche.

Il primo approccio proveniva dal panel test ed il secondo proveniva dalla microestrazione in fase solida – spazio di testa e successiva gas cromatografia –spettrometria massa per la quantificazione di 73 composti organici volatili (COV) di 1.223 oli di oliva vergini commerciali, selezionati tra i campioni con maggior difficoltà ad essere classificati con precisione dal panel test.

Gli approcci sono stati sviluppati e validati, e i migliori risultati (con una classificazione corretta dell’83,5%) sono stati usando l’approccio PCA – LDA. Tra gli altri metodi, quello sviluppato per proporre procedure semplificate basate su un numero inferiore di COV, risulta il migliore, fornendo l’80,1% di classificazione corretta utilizzando solo 10 COV. Tutti gli approcci suggeriscono che l’ottano, eptanale, pent-1-en-3-olo, Z-3-esenale, nonanal e 4-etilfenolo dovrebbero essere considerati come base di sostanze volatili per la classificazione dei campioni di olio d’oliva.

Ancora una volta Carapelli Firenze S.p.A., grazie al contributo dell’Istituto Nutrizionale Carapelli, si distingue nel continuo impegno volto alla ricerca scientifica per sviluppare metodi analitici innovativi a supporto dell’analisi sensoriale con il fine di poter garantire prodotti di qualità e genuinità certa.

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